|
Li
Galli - l’Isola dei Briganti
"Probabilmente
la testimonianza più certa e fascinosa
che ci deriva dal passato, circa i cinque
scogli che ancora oggi galleggiano solitari
nel golfo di Salerno, resta quella contenuta
nel libro V del trattato “Geografia”,
in cui il geografo Strabone scrive: «…Ab
altera, ubi id circumflexeris, ad Posidoniatem
sinum occurrunt tres exiguas insulsa desertas
et saxosas quae vocantur Sirenusae».
Da Omero a Licofrone, da Ovidio a Eratostene,
la letteratura arcaica, a proposito, ha
spesso fuso gli elementi naturali con quelli
soprannaturali, fornendoci varie descrizioni
in cui le isolette delle Sirenuse sono dipinte
come sede elettiva delle mitiche Sirene,
esseri alati metà donna e metà
uccello. Occorre subito precisare che la
concezione moderna della sirena, intesa
come “donna-pesce”, nulla ha
da condividere con quella delle “sirene
alate”; tale corruzione, infatti,
si genera solo nel Medioevo, per influsso
di tradizioni germaniche. La tradizione
omerica vuole che le Sirene si precipitassero
dall’alto di una rupe in mare, non
essendo state capaci col loro proverbiale
canto di ammaliare ed attrarre a sé
Odisseo. A seconda delle fonti, differenti
furono le destinazioni delle Sirene sconfitte,
ma a molti sembra logico far propria la
tradizione che vuole “questi”
isolotti il simbolo materiale, indiscutibile,
della pietrificazione degli insidiosi Demoni
Meridiani. Del resto, osservando le foto
scattate sorvolando gli isolotti, il Gallo
Lungo compare effettivamente con una sagoma
molto esplicativa…"
Tratto
da Passeggiarte.com
Testo
e foto di Gaspare
Adinolfi
|