E' il mito della sirena Partenope
ed il suo canto in onore della popolazione che
viveva nel golfo che ci ricorda la pastiera, e
cosi' gli abitanti vollero renderle omaggio regalandole
i doni della loro fertile terra:
la farina, forza e ricchezza della locale campagna;
la ricotta, omaggio dei pastori e delle pecore;
le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova;
il grano tenero, bollito nel latte, a prova dei
due regni della natura;
l'acqua di fiori d'arancio, perché anche
i profumi della terra potessero onorarla;
le spezie, a simboleggiare le popolazioni più
lontane del mondo;
ed infine lo zucchero, per esprimere l'ineffabile
dolcezza elargita dal suo gorgheggiare, in cielo,
in terra, ed in tutto l'universo.
La sirena, felice per tanti doni, si inabissò
per far ritorno nel suo regno e cosi' depose le
preziose offerte ai piedi degli dei. Questi, estasiati
dal soavissimo canto li riunirono e li mescolarono
con ingegnosità, trasformandoli nella prima
Pastiera che oltrepassava in dolcezza e bonta'
il canto della stessa Partenope.
Nella Gatta Cenerentola la nota fiaba di Giovan
Battista Basile, portata sulle scene dal Maestro
de Simone, le pastiere, unitamente ad i casatielli
vengono mezionate nelle prelibatezze che allietano
il pranzo finale.
Tra i tanti aneddoti che si raccontano sulla pastiera,
vi e' quello che vede protagonista il re Ferdinando
II di Borbone noto burlone che aveva sposato Maria
Teresa d'Austria, che gli stessi sudditi avevano
soprannominato la regina che non sorride mai,
dato il suo carattere rigido ed inflessibile.
Un giorno Maria Teresa cedendo alle insistenze
di Ferdinando assaggio' una fettina di pastiera
e non pote' fare a meno di sorridere e pare che
in quella occasione il re abbia detto: - per far
sorridere mia moglie ci voleva la pastiera, ora
dovro' aspettare la prossima Pasqua, per vederla
sorridere nuovamente.
In tempi remoti la pastiera veniva preparata solo
in occasione della ricorrenza pasquale, ora e'
facile trovarla tutto l'anno entrata anche essa
a far parte delle tradizionali delizie della pasticceria
napoletana come' il baba' e la sfogliatella.
Il gusto e' sempre diverso, ed ogni famiglia e'
depositaria e custode del suo segreto:
Dall'aggiunta di crema pasticciera nella costiera
sorrentina, a quella di riso nel beneventano,
a quella con i tagliolini tipica delle zone vesuviane,
e per i piu' golosi si aggiunge anche del cioccolato.